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Sostenibilità

PPWR: cosa cambia per il packaging europeo tra il 2025 e il 2030

9 min

Il Packaging and Packaging Waste Regulation ridisegna le regole per tutti gli imballaggi nel mercato UE. Obiettivi, scadenze e impatto pratico per le aziende italiane.

PPWR: cosa cambia per il packaging europeo tra il 2025 e il 2030
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PPWR: cosa cambia per il packaging europeo tra il 2025 e il 2030

9 min di lettura Pietro Parchitelli — Consulente packaging B2B

Il Regolamento UE 2025/40 sul packaging e i rifiuti di packaging — noto come PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation) — è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il 22 gennaio 2025. Sostituisce la Direttiva 94/62/CE e i suoi successivi emendamenti, che disciplinavano la materia da oltre 30 anni. Il PPWR introduce un cambio di paradigma: non più una direttiva di minima armonizzazione, ma un regolamento direttamente applicabile in tutti gli Stati Membri, con obiettivi quantitativi vincolanti e requisiti di design for recycling obbligatori.

Perché era necessario il PPWR

La Direttiva 94/62/CE aveva portato a risultati positivi ma non sufficienti per gli obiettivi del Green Deal Europeo. Alcune criticità strutturali:

  • La direttiva era recepita in modo disomogeneo dai diversi Stati Membri, creando barriere al mercato unico;
  • Gli obiettivi di riciclo erano basati sul peso, non sulla qualità del riciclo effettivo;
  • Nessun obiettivo quantitativo di riduzione degli imballaggi;
  • Nessun requisito obbligatorio di contenuto riciclato nei nuovi imballaggi.

Gli obiettivi di riduzione degli imballaggi

Il PPWR introduce per la prima volta obiettivi quantitativi vincolanti di riduzione del peso degli imballaggi rispetto al livello di riferimento del 2018:

AnnoObiettivo riduzione imballaggi
2030-5% rispetto a 2018
2035-10% rispetto a 2018
2040-15% rispetto a 2018

Gli imballaggi vietati

Il PPWR prevede il divieto di immissione sul mercato UE di specifici formati di imballaggio considerati «non necessari» o eccessivi. Tra i formati vietati più rilevanti per il settore alimentare e consumer goods:

  • Imballaggi monouso in plastica per frutta e verdura fresca non trasformata (per unità fino a 1.5 kg);
  • Imballaggi monouso per prodotti alimentari e bevande consumati nei luoghi della ristorazione;
  • Confezioni monodose di condimenti, salse, panna e zucchero per la ristorazione (eccetto specifiche esenzioni);
  • Imballaggi eccessivamente grandi rispetto al prodotto contenuto (overpackaging).

Alcuni divieti si applicano dal 2030, altri da date anteriori.

Recyclability: la scala A-E

Il PPWR introduce un sistema obbligatorio di valutazione della riciclabilità degli imballaggi basato su una scala A-E (dove A = alta riciclabilità, E = non riciclabile). Tutti gli imballaggi immessi nel mercato UE devono raggiungere almeno il grado C entro il 2030. I criteri si basano non solo sul materiale, ma sulla riciclabilità effettiva nel contesto dei sistemi di raccolta e riciclo disponibili.

Il contenuto riciclato obbligatorio

Dal 2030 e dal 2040, gli imballaggi in plastica dovranno contenere percentuali minime di plastica riciclata post-consumo:

Tipologia imballaggio% minima riciclato 2030% minima riciclato 2040
Bottiglie PET per bevande30%65%
Altre bottiglie in plastica30%50%
Imballaggi flessibili in plastica30%55%
Imballaggi rigidi in plastica (non bottiglie)35%65%

Per il packaging a contatto con alimenti, l'uso di riciclato deve essere conforme al Reg. UE 2022/1616 (processi autorizzati EFSA).

Il riuso: obiettivi per settore

Il PPWR introduce obiettivi di riuso vincolanti per specifici segmenti:

  • E-commerce: percentuali di imballaggi riutilizzabili crescenti dal 2030;
  • HoReCa (settore bevande): obiettivi di riuso delle confezioni di bevande;
  • Imballaggi industriali (B2B): quote di riutilizzabilità per pallet, contenitori IBC, ecc.

Impatto per le aziende italiane

Le principali aree di impatto per le aziende del food manufacturing italiano:

  • Revisione del portfolio imballaggi con valutazione della recyclability rating (scala A-E);
  • Adeguamento del packaging verso monomateriali o strutture con rating C o superiore;
  • Integrazione di rPET/rPP certificato in sostituzione del vergine per raggiungere gli obiettivi di contenuto riciclato;
  • Adeguamento dei sistemi EPR (Extended Producer Responsibility) e dei contributi ai consorzi (CONAI e sistemi nazionali equivalenti);
  • Revisione degli imballaggi del segmento foodservice/ristorazione per eliminare i formati vietati.
ⓘ Attenzione alle scadenze: il PPWR è in vigore dal 12 febbraio 2025. Le scadenze operative per i singoli requisiti sono scaglionate: alcune norme si applicano già nel 2025-2026 (ad es. le disposizioni di marcatura e informazione al consumatore), altre dal 2030 e 2035. È essenziale costruire una roadmap aziendale di adeguamento progressivo, non aspettare le scadenze.
L'opportunità: il PPWR non è solo un vincolo normativo. Le aziende che si adeguano in anticipo acquisiscono un vantaggio competitivo presso i buyer della GDO — già oggi molti capitolati di acquisto includono requisiti di sostenibilità dell'imballaggio che anticipano le scadenze del regolamento.

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