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IMBALLAGGIO

Interfalda

Interfalda

Descrizione

Descrizione del Prodotto

L’interfalda è un foglio separatore in cartone, plastica o materiali ad alta resistenza posizionato tra i diversi strati di prodotti pallettizzati.

È una soluzione semplice ma strategica, utilizzata per stabilizzare il carico, proteggere le superfici e migliorare la sicurezza durante trasporto e stoccaggio.

Oltre all’uso tra gli strati, l’interfalda viene spesso impiegata anche come copertura superiore del pallet, prima dell’avvolgimento con film estensibile o dell’applicazione di cappucci.

Caratteristiche principali dell’interfalda

L’interfalda si distingue per:

  • Incremento della stabilità del carico, evitando lo scivolamento dei prodotti
  • Protezione superficiale, efficace contro:
  • graffi
  • attriti
  • polvere
  • Disponibilità in diversi materiali, tra cui:
  • cartone ondulato
  • cartoncino compatto
  • plastica rigida
  • plastica riciclata
  • Personalizzazione completa, in termini di:
  • formato
  • spessore

per adattarsi a ogni tipologia di pallet e carico

I materiali di riempimento e ammortizzazione (dunnage, void fill, cushioning) proteggono il contenuto dell'imballo terziario dalle sollecitazioni dinamiche del trasporto: urti, vibrazioni, compressione. Si dividono in due categorie funzionali: (1) void fill — riempimento degli spazi vuoti nella cassa per impedire il movimento del prodotto (carta kraft, air pillows, chips polystirene, carta piegata); (2) cushioning — assorbimento dell'energia d'urto tramite deformazione reversibile o irreversibile del materiale (schiuma EPE, EPS, EVA, polpa di carta sagomata, honeycomb carta). La scelta dipende da fragility factor del prodotto (G-factor massimo ammesso), peso del prodotto e costo per imballo. Settori come l'elettronica e il farmaceutico usano la fragility curve (ASTM D3332) per dimensionare rigorosamente lo spessore del cuscino.

Confronto materiali ammortizzanti

EPS (Polistirene espanso)
Classico imbottitura elettrodomestici

Densità 15–30 kg/m³. Ottima protezione a bassa densità, basso costo stampo. G-peak: 40–80G a densità 20 kg/m³. Non riciclabile nel flusso PS standard — richiede raccolta dedicata (EPS riciclato → PS compattato PS-C).

EPE (Polietilene espanso)
Flessibile — elettronica, cosmetica

Densità 20–60 kg/m³, disponibile in lastre/rotoli/sagome. G-peak: 30–60G. Resistente ad umidità, chimici. Più riciclabile di EPS (flusso PE). Disponibile in bio-based e riciclato.

Honeycomb carta (kraft honeycomb)
Sostenibile — carichi pesanti

Struttura a nido d'ape in carta kraft riciclata. Alta rigidità per basso peso. BCT verticale fino a 15 kN/m² a 40 mm spessore. Riciclabile nel flusso carta. Sostituto EPS per cuscinetti pesanti.

Domande frequenti

Cos'è il fragility factor G e come si usa per dimensionare l'imbottitura?
Il fragility factor è il picco di accelerazione (espresso in multipli di g, es. 40G) che il prodotto può sopportare senza danno. Si misura con un drop shock tester (ASTM D3332). Una volta noto il G critico, si seleziona il materiale ammortizzante con la sua curva cushioning (G-peak vs stress di compressione del cuscino a varie densità/spessori): il cuscino lavora nella zona in cui trasmette al prodotto un G < G critico. Esempio: prodotto con G critico = 50G, peso 2 kg, area di contatto cuscino 0,02 m². Stress cuscino = 2×9,81/0,02 = 981 Pa ≈ 1 kPa. Su grafico EPE 30 kg/m³ a 50 mm: G-peak a 1 kPa stress = 35G < 50G → cuscino adeguato.