
Verdure, carne, pesce, piatti pronti e dessert surgelati richiedono packaging progettato per resistere a temperature molto basse (-18°C e oltre).
Caratteristiche principali
- Resistenza meccanica alle temperature di surgelazione
- Barriera contro cristalli di ghiaccio e bruciature da freezer
- Compatibilità con sistemi di cottura diretta (microonde, forno)
- Tenuta ermetica per prevenire perdita di liquidi allo scongelamento
I prodotti surgelati — verdure, carne, pesce, piatti pronti, dessert — richiedono packaging progettato per resistere a temperature estreme (da −40°C durante il congelamento rapido a −18°C durante la distribuzione) e ai cicli termici dell'intera supply chain. Le sfide tecniche principali sono la prevenzione delle bruciature da freddo (freezer burn), il mantenimento dell'integrità meccanica del packaging a basse temperature e la barriera al vapore acqueo per impedire la sublimazione del ghiaccio superficiale. La catena del freddo integra il packaging come elemento fondamentale di sistema: un'interruzione della catena del freddo compromette il prodotto indipendentemente dalla qualità dell'imballaggio.
Requisiti materiali per packaging surgelati
| Parametro | Requisito | Materiali idonei | Note |
|---|
| Resistenza a basse temperature | Flessibilità mantenuta a −40°C senza infragilimento | LDPE, LLDPE, PA, PP random copolimero | Il PP omopolimero diventa fragile a −10°C; usare PP random co o LLDPE |
| Barriera vapore acqueo (WVTR) | <1 g/m²/24h a 38°C, 90% RH | OPP metallizzato, PA/PE, EVOH, Al laminato | WVTR critico per prevenire sublimazione del ghiaccio e freezer burn |
| Barriera ossigeno (OTR) | <5 cc/m²/24h per prodotti grassi | PA/EVOH/PE, OPP met., film Al | Protegge lipidi da ossidazione durante storage prolungato |
| Resistenza chimica e grassi | Nessuna interazione con grassi e salse surgelate | PA, PE, PP, PET (approvati a contatto con alimenti) | Conformità Reg. (UE) n. 10/2011 obbligatoria |
| Microwavabilità (per piatti pronti) | Resistenza a 800–1200 W, 3–8 minuti (80–100°C) | PP crystalline, CPET; film PET microwave-safe | No alluminio nei formati microwave; verificare idoneità etichetta |
| Stampa e leggibilità etichetta | Leggibilità mantenuta dopo condensa e temperature negative | Inchiostri formulati per basse T; primer adesivi per substrati freddi | Le etichette "a freddo" richiedono adesivi speciali criogenici |
Tecnologie di confezionamento principali
Flowpack / Busta ad alta barriera
Verdure, pesce, carne e prodotti IQF
Film PA/PE o OPP metallizzato. WVTR <1 g/m²/24h per prevenire il freezer burn. Strutture coestrusione 3–5 strati per costi ottimizzati. Compatibile con linee ad alta velocità (60–120 conf/min). Per prodotti IQF (singoli pezzi): flowpack verticale VFFS con pesatura combinatoria integrata.
Vaschetta rigida termosigillata
Piatti pronti, lasagne, dessert
Vaschetta in CPET (Crystallised PET) o PP resistente a temperature da −40°C a +220°C (dual ovenable). Film top PET/PE o PET/Al/PE. Ideale per piatti pronti surgelati consumati direttamente dal contenitore. Il CPET supporta forno tradizionale e microonde (− rimozione film Al). Shelf life 12–24 mesi a −18°C.
Astuccio in cartone con sacchetto interno
Pizze, prodotti panati, lavorati
Astuccio in cartoncino GD2 o SBS con stampa ad alta qualità per comunicazione brand → sacchetto interno in PE o PA/PE per barriera. Il cartoncino fornisce protezione meccanica e rigidità strutturale durante lo stoccaggio in freezer verticale GDO. Lo strato interno PE si separa facilmente per la raccolta differenziata (carta/plastica).
D.Lgs 110/1992 + Reg. UE 1169/2011 — Alimenti surgelati: il D.Lgs 110/1992 (attuazione della DIR 89/108/CEE) stabilisce i requisiti per gli alimenti surgelati in Italia: il processo di surgelazione deve portare la temperatura del prodotto a −18°C o inferiore in tutto il volume nel minor tempo possibile. L'etichetta deve riportare: denominazione “surgelato”, temperatura di conservazione (−18°C), data di scadenza (o TMC per prodotti più stabili), avvertenza “non ricongelare dopo lo scongelamento”, peso netto, origine e trattamenti subiti. Il Reg. UE 1169/2011 si sovrappone per quanto riguarda le indicazioni nutrizionali e la lista ingredienti.
Reg. (CE) n. 852/2004 — Igiene e catena del freddo per surgelati: il Reg. (CE) n. 852/2004 impone agli operatori del settore alimentare l'obbligo di mantenere la catena del freddo ininterrotta per i surgelati (−18°C in tutti i punti della supply chain) nell'ambito del sistema HACCP aziendale. Le tolleranze di temperatura ammesse durante il trasporto e la distribuzione sono definite dalla DIR 92/1/CEE: ±3°C durante la distribuzione al dettaglio e ±6°C in circostanze eccezionali di breve durata durante il trasporto. Il registratore di temperatura a bordo dei mezzi di trasporto è obbligatorio.
Macchinari idonei per questo settore
Flow Pack HFFS
Termoformatrici
Campana Sottovuoto
Fardellatrici
Reggiatrici
VFFS
Termosaldatrici
Fasciapallet
Etichettatrici
Metal Detector
Incartonatrici
Pesatrici
Domande frequenti
Cos'è il freezer burn e come si previene con il packaging?
Il freezer burn (bruciatura da freddo) è la disidratazione superficiale localizzata del prodotto surgelato causata dalla sublimazione del ghiaccio superficiale — il ghiaccio passa direttamente dallo stato solido a vapore acqueo senza passare per il liquido. Visivamente: macchie biancastre o grigie, consistenza spugnosa, perdita di colore. Il fenomeno si verifica quando la WVTR del packaging è troppo alta (il vapore migra dall'interno verso l'aria del freezer) o quando ci sono variazioni di temperatura (ciclo sbrinamento freezer). Prevenzione: (1) film con WVTR <0.5 g/m²/24h (OPP metallizzato, PA/EVOH/PE, film Al); (2) eliminare l'aria residua nella confezione (headspace ridotto o flush N₂); (3) adesione del film al prodotto (skinpack a freddo). Un packaging adeguato non previene completamente il freezer burn se la catena del freddo viene interrotta ma lo ritarda significativamente.
Come si sceglie tra vaschetta CPET e PP per piatti pronti surgelati microwave?
La scelta dipende principalmente dalla modalità di cottura prevista e dal canale distributivo: (1) CPET (Crystallised PET): resistente da −40°C a +220°C — va bene sia per forno tradizionale sia per microonde (rimuovere il film top in Al). Più costoso del PP, ma è l'unica soluzione per prodotti pensati per il forno tradizionale (lasagne, arrosti). Resa estetica eccellente, dimansioni stabili in forno; (2) PP crystalline: resistente da −40°C a +130°C — idoneo per microonde, non per forno tradizionale ad alte temperature. Costo inferiore al CPET; (3) PP standard: idoneo solo per microonde a potenza moderata (<800 W) — evitare per prodotti con tempi di cottura lunghi o temperature elevate. Il simbolo microwave sul packaging deve corrispondere a una verifica tecnica reale del materiale, non a una dichiarazione generica del produttore.
È possibile usare materiali compostabili per prodotti surgelati?
I materiali compostabili certificati EN 13432 — PLA, cellulosa rigenerata, PBAT — hanno generalmente scarse prestazioni a basse temperature: il PLA diventa fragile a −10/−15°C e può incrinarsi durante il confezionamento e il trasporto a −18°C. Fa eccezione il PHBV (poliidrossibutirato-co-valerato), un biopolimero con buona flessibilità a basse temperature. Alcuni produttori stanno sviluppando soluzioni ibride (PLA + strato PBAT flessibile) per surgelati leggeri. Per i surgelati con shelf life >6 mesi e alta barriera, i materiali convenzionali (PA/EVOH/PE, OPP met.) restano le scelte più affidabili. L'approccio sostenibile più pratico per i surgelati nel breve termine è l'uso di R-PE o R-PP con alte percentuali di riciclato nei film convenzionali.